Allergie ed intolleranze: come riconoscerle?

Succede a volte di soffrire di disturbi ricorrenti e persistenti di cui non si riesce a venire a capo quali: tensione addominale, irregolarità intestinale, flatulenza, capogiri, cefalea, stanchezza cronica; o (a carico di labbra, bocca, laringe, faringe) arrossamento, prurito, gonfiore che possono insorgere a pochi minuti o a distanza di tempo dall’ingestione dell’alimento. A questi possono accompagnarsi sintomi extraorali (rinocongiuntiviti, otite media secretiva, dermatite atopica, orticaria acuta da contatto e angioedema, anafilassi sistemica, anafilassi alimentare da sforzo) o dermatiti, improvvisi cambiamenti di peso, insonnia, fino a forme lievi di depressione. La causa potrebbe essere un’ intolleranza (“risposta tardiva”) o una allergia (“risposta immediata”) agli alimenti, fenomeno che negli ultimi anni si è ingigantito in misura quasi esponenziale: studi europei stimano una percentuale di incidenza intorno al 13-20% nei bambini e al 10-15% negli adulti! Cerchiamo di distinguere le allergie dalle intolleranze.

Presso il settore allergologia/intolleranze alimentari di Salvati Diagnostica si possono effettuare:

  • TEST “INTOLLERANZA ALIMENTI” CON DOSAGGIO IGG SPECIFICHE CLASSE IGG 4
  • TEST ALLERGOLOGICI CON DOSAGGIO DIRETTO IGE SPECIFICHE
  • TEST CUTANEI (PRICK-TEST) PREPARAZIONE DI DIETE “DI PRIVAZIONE/ELIMINAZIONE”
  • TEST “DEL RESPIRO” (BREATH-TEST) PER INTOLLERANZA DIRETTA LATTOSIO, LATTULOSIO, OVERGROWTH BATTERICO, ETC.
  • TEST PER CELIACHIA-INTOLLERANZA GLUTINE CON RICERCA ANTICORPI SPECIFICI CLASSI IGA ED IGG
  • TEST GENETICO PER PREDISPOSIZIONE MALATTIA CELIACA
  • TEST GENETICI PER SPECIFICHE INTOLLERANZE

 

L’Accademia Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica ha proposto la seguente classificazione:

REAZIONI AVVERSE AGLI ALIMENTI

TOSSICHE ALLERGICHE NON TOSSICHE INTOLLERANZE

MEDIATE DA IgE (a “risposta immediata”)

NON MEDIATE DA IgE (a “risposta tardiva”)

ENZIMATICHE FARMACOLOGICHE INDEFINITE

 

 

Alimenti che più frequentemente inducono intolleranze alimentari

GRANO: Pane, prodotti da forno, corn flakes, pizza, alimenti impanati, dolci, birra, whisky e gin.

LATTE E LATTICINI: Latte vaccino, latte di capra o di pecora, di bufala, latticini freschi, gelati, panna e tutti i dolci, i biscotti, le zuppe, le creme e tutte le salse contenenti latte.

LIEVITI: Pane, pasta da pane, pizza, brioches, pasticcini, torte, birra, sidro, ma anche formaggi fermentati, panna acida, salsa di soia, funghi, integratori a base di lievito.

UOVA: Tutti i cibi preparati con le uova: maionese, pasta all’uovo, ravioli, prodotti precotti o piatti pronti che contengono impanature, torte, gelati, budini, creme industriali.

FRUTTA SECCA E SOIA: Noci, nocciole, arachidi, mandorle, anacardi e tutti i prodotti industriali che contengono gli oli estratti da questi cibi. La soia compare come ingrediente in molti alimenti, come gelati e yogurt di soia, tofu, hamburger vegetariani e cioccolata.

 

Non infrequentemente, soprattutto nell’adulto, le forme di allergia alimentare sono correlate ad una preesistente oculo-rinite o asma bronchiale da sensibilizzazione ai pollini o agli acari in forza di una cross-reazione (reazione “crociata”).

Fattori di rischio: ereditarietà (figli di un solo genitore atopico: possibile dal 20 al 38%. figli da due genitori atopici: 100%); elevati livelli di IgE nel cordone ombelicale.
Prevenzione primaria: un prolungato allattamento al seno (6-8 mesi) ad oggi sembra essere la sola misura cui corrisponda una certa efficacia preventiva.

 


Unità Operativa: Allergologia – PIANO 3°

Dott. Paolo Maggiolini, specialista in allergologia