Determinazione della Transferrina Carboidrato Carente (CDT) Negli ultimi anni l'O.M.S.(Organizzazione Mondiale della Sanità) ha ripetutamente segnalato che l'abuso di bevande alcoliche deve essere considerato un problema prioritario di Sanità Pubblica in quanto rappresenta un fattore di rischio per l'individuo e per la società, con ripercussioni pesanti sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. La CDT, abbreviazione del termine inglese Carbohydrate Deficient Transferrin o Trasferrina desialata, è una glico-proteina prodotta dal fegato e deputata al trasporto del ferro. Essa può presentare diversi stati di glicosilazione ed è stato dimostrato come, in conseguenza dell'abuso alcolico, si osservi un'anormale aumento della concentrazione di trasferrina a basso grado di glicosilazione. Tale incremento sembra essere correlato all'inibizione delle glicosil-trasferasi da parte dell'acetaldeide, primo metabolita dell'etanolo. Rispetto ai marcatori tradizionali di abuso cronico di alcool (GGT, MCV, ALT E AST), la CDT ha una specificità maggiore (intorno al 95%) e, fattore non trascurabile, non è soggetta a variazioni causate da altre alterazioni dovute a farmaci, diabete, obesità, epatopatie e disordini ematologici. Pertanto il dosaggio della CDT rappresenta il marcatore di abuso alcolico per eccellenza, sia in termini di sensibilità che in termini di specificità. Diversi studi hanno indicato che consumi superiori a 50-80 grammi di etanolo al giorno (per dare un'idea della quantità, sessanta grammi d'alcool corrispondono approssimativamente ad una bottiglia di vino e a più di un litro e mezzo di birra) per almeno una settimana inducono un innalzamento dei valori di CDT. Sono necessari 10-15 giorni di astinenza alcolica prima che la concentrazione di CDT nel sangue si dimezzi, con una normalizzazione dopo 2-4 settimane. L'Unità Operativa di Tossicologia del Laboratorio Salvati ha introdotto, tra le sue analisi, il dosaggio della CDT: il test viene eseguito su siero con metodo automatizzato in cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC). Sebbene questa non sia l'unica tecnica possibile, data l'importanza che reputiamo sia giusto dare a tale indagine, il nostro Laboratorio ha scelto di adottare il metodo di riferimento (HPLC) essendo tra le poche strutture private in Italia dotate della specifica strumentazione. Il metodo HPLC permette la riproducibile separazione e identificazione delle differenti isoforme garantendo alta specificità e sensibilità con basso rischio di interferenza.La stima della concentrazione di CDT nel sangue, affiancata ai marcatori tradizionali, fornisce un quadro clinico completo che permette al medico competente di differenziare tra disordini epatici dovuti ad abuso di alcool o meno. Il Laboratorio Salvati resta a Vostra completa disposizione per ulteriori e più approfondite informazioni su questo esame. A cura del settore di Tossicologia ed Immunologia; Laboratorio Patologia Clinica Salvati |