Istituto Scientifico Colonna Vertebrale Terni

ISICO, trattamento riabilitativo non chirurgico delle patologie della schiena

Presso Gruppo Salvati, poliambulatorio specialistico e di ecografia a Terni,  è presente ISICO (sede Regionale Umbra) con un ambulatorio, la cui responsabile clinica è la Dott.ssa Claudia Fusco, fisiatra Terni.

L’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale (ISICO) promuove e sviluppa un approccio innovativo nell’ambito del trattamento riabilitativo non chirurgico delle patologie della schiena, dal bambino all’anziano, occupandosi di: Scoliosi, Cifosi, Lombalgia (Mal di schiena), Cervicalgia, Osteoporosi.

ISICO si distingue per un modello di sanità all’avanguardia non solo nella quotidiana attività clinica ma anche per lo sforzo costante nella ricerca e formazione e per l’uso di nuove tecnologie.
Tratto comune nell’approccio di ISICO è l’attenzione posta alla persona.

Che cos’è la scoliosi?

La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna che in base all’età di prima rilevazione viene definita infantile (fino a tre anni), giovanile (dai tre anni fino alla pubertà), adolescenziale (dalla pubertà fino alla completa maturità ossea). Oltre l’80% delle scoliosi viene diagnosticato durante l’adolescenza. Quanto prima la scoliosi insorge, tanto peggiore è la prognosi di aggravamento. Riguarda in 7 casi su 10 il sesso femminile e colpisce circa il 3% della popolazione, anche se è valutata come grave in meno dello 0,5 per mille. La misurazione della scoliosi viene effettuata valutando sulla radiografia l’angolo della curva della colonna, chiamato angolo Cobb: si è in presenza di una scoliosi quando l’angolo Cobb è superiore a 10°.

Una terapia precoce e adeguata

“Il primo scopo della terapia è ottenere un rachide che permetterà ai pazienti una buona funzionalità in età adulta nel contesto di un corpo e una psiche sviluppati in maniera armonica – spiega la dott.ssa Claudia Fusco, fisiatra di Isico – per questo motivo interveniamo con una terapia precoce, adeguata alla situazione del paziente e protratta sino alla fine della maturazione ossea”.

In questo ambito più che mai, emerge l’aspetto “individualistico” della medicina che implica la capacità di scegliere il corretto strumento per ottenere il giusto risultato per quello specifico paziente, che è una persona (con le sue caratteristiche uniche) che ha una patologia con la sua espressione individuale.
Per avere successo la terapia della scoliosi si deve avvalere della collaborazione attiva di tutta l’équipe terapeutica: medico, fisioterapista, tecnico ortopedico al fine di conquistare la fiducia e la collaborazione del giovane paziente e della sua famiglia.

“Le scoliosi andrebbero trattate un gradino per volta, ma il problema è cominciare da quello giusto”. Ogni gradino rappresenta un incremento di efficacia nel trattamento ma anche di richieste per il paziente: i bravi medici sono in grado di partire dal giusto gradino, in modo da evitare un iper-trattamento con un
pesante impatto sulla qualità della vita, così come un
sotto-trattamento che potrebbe favorire la progressione
della scoliosi.

“Il nostro obiettivo con gli esercizi – continua la dott.ssa Fusco – è quello di evitare o almeno posporre il corsetto, e di arrivare alla fine della crescita con una curva presumibilmente stabile (il più possibile lontano dalla soglia dei 30°Cobb).

Per le curve lievi, ma meritevoli di un trattamento più consistente rispetto agli esercizi, proponiamo lo Spinecor, un sistema di fasce innovativo, che risulta poco invasivo per la quotidianità del paziente; per le curve più gravi, abbiamo sostituito il gesso con il corsetto Sforzesco, un corsetto in grado di ottenere gli stessi risultati”.

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