L’Holter cardiaco è un dispositivo diagnostico portatile che registra in modo continuativo l’attività elettrica del cuore durante le normali attività quotidiane del paziente.
A differenza dell’elettrocardiogramma, che registra l’attività elettrica del cuore solo per pochi secondi in condizioni di riposo, l’Holter cardiaco offre una registrazione prolungata che può durare dalle 24 ore arrivando, in alcuni casi specifici, fino a 7-14 giorni. Questo periodo esteso di monitoraggio permette di rilevare aritmie o altri disturbi cardiaci che potrebbero non manifestarsi durante un breve ECG.
l’Holter cardiaco è composto da due componenti: gli elettrodi adesivi e il registratore. Gli elettrodi vengono applicati sul torace del paziente e collegati a un piccolo registratore che il paziente porta con sé in una custodia agganciata alla cintura.
L’Holter cardiaco è indicato per pazienti che riportano sintomi come palpitazioni, capogiri, sincope (svenimento), presincope (sensazione di imminente perdita di coscienza), dolore toracico atipico o affaticamento inspiegabile. Questi sintomi potrebbero essere correlati ad aritmie cardiache che a volte non emergono all’ECG standard.
Diverse sono le anomalie del ritmo cardiaco che l’holter può evidenziare: extrasistoli (battiti prematuri originati dagli atri o dai ventricoli) con quantificazione del numero totale e distribuzione temporale; aritmie sopraventricolari come fibrillazione atriale, flutter atriale, tachicardie parossistiche sopraventricolari; aritmie ventricolari come tachicardie ventricolari sostenute o non sostenute, torsioni di punta, fenomeni di bigeminismo o trigeminismo; disturbi di conduzione, blocchi atrioventricolari di vario grado, blocchi di branca, pre-eccitazione ventricolare; alterazioni del tratto ST, sopraelevazioni o sottoslivellamenti potenzialmente indicativi di ischemia miocardica; misurazione e variabilità dell’intervallo QT. Inoltre, l’Holter permette di identificare aritmie ventricolari potenzialmente pericolose in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, dilatativa o ischemica.
E’ indicato anche nei pazienti che hanno già ricevuto diagnosi di disturbi del ritmo cardiaco quali, ad esempio, la fibrillazione atriale, per valutare la frequenza e la durata degli episodi aritmici, nonché per monitorare l’efficacia della terapia farmacologica o di procedure come l’ablazione transcatetere. Infine, è utile per verificare il corretto funzionamento di pacemaker o defibrillatori.
L’Holter ECG è di aiuto anche nell’identificare cause cardiache di vertigini o episodi sincopali ricorrenti, per la valutazione di pazienti con apnea notturna (che ricordiamo essere un trigger importante per lo sviluppo di aritmie notturne) o disturbi neurologici che potrebbero influenzare la funzione cardiaca, o per monitorare pazienti anziani con cadute inspiegabili che potrebbero essere correlate a bradiaritmie transitorie.
Al termine del periodo di monitoraggio, il paziente ritorna presso il centro medico per la rimozione del dispositivo. I dati registrati vengono interpretati da specialisti cardiologi con esperienza quotidiana nella gestione delle aritmie.


